SITO: BRUNA E MARIO SPOSI – www.brunaemariosposi.it

•10 lug 2009 • Lascia un commento

bruma

Committente:  FRANCO STENDARDO IMPIANTI Installatore impianti idrici termici clima gas – Presicce (LE)
Prodotto: Installatore di impianti idrici, termici, fognanti, gas, clima, vigili del fuoco; progettazione impianti ingegneri collaboratori.
Realizzato:  Aprile-Maggio 2009
Software: Illustrator, Photoshop, Fireworks

Sito web realizzato per rendere partecipi amici e parenti dei preparativi del matrimonio di mia sorella e mio cognato: particolarità è la lista nozze online autonoma!

Committente:  IO :D

Realizzato:  Luglio 2009

Software: Illustrator, Photoshop, Fireworks

FRANCO STENDARDO IMPIANTI PRESICCE (LE) – sitoweb www.stendardoimpianti.it

•11 mag 2009 • Lascia un commento

stendwww.stendardoimpianti.it


Sito web con diverse gallery dei lavori effettuati. Sito di qualità per la massima interoperabilità: XHTML 1.0 e CSS 2.0 validati by W3C 

 

Committente:  FRANCO STENDARDO IMPIANTI Installatore impianti idrici termici clima gas – Presicce (LE)

Prodotto: Installatore di impianti idrici, termici, fognanti, gas, clima, vigili del fuoco; progettazione impianti ingegneri collaboratori. 

Realizzato:  Aprile-Maggio 2009 

Software: Illustrator, Photoshop, Fireworks

LOGO x Azienda Agricola

•8 mag 2009 • 2 commenti

 

luigi2

Committente: LUIGI PERRI Strongoli (KR)

Prodotto: Produzione e vendita ortaggi e verdure per vendita “fresco e pronto”

Realizzato: Aprile 2009

Software: Illustrator

DISCORSO INTEGRALE SILVIO BERLUSCONI 25 APRILE 2009 AD ONNA

•26 apr 2009 • Lascia un commento

Cari amici,non è semplice trovare le parole per descrivere il mio, il nostro stato d’animo in questo momento. Ci troviamo qui ad Onna per celebrare la Festa della Liberazione, una festa che è insieme, un onore ed un impegno. Un onore: di commemorare una terribile strage perpetrata proprio qui nel giugno del 1944 quando, i nazisti massacrarono per rappresaglia 17 cittadini di Onna, e poi fecero saltare con l’esplosivo la casa nella quale si trovavano i corpi di quelle vittime innocenti. Un impegno: che ci deve animare è quello di non dimenticare ciò che è accaduto qui e di ricordare gli orrori dei totalitarismi e della soppressione della “libertà”. Proprio qui, proprio in Abruzzo, è nata ed ha operato la leggendaria Brigata Maiella, che è stata decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel dicembre del ’43, 15 giovani fondarono quella che sarebbe diventata appunto la Brigata Maiella che arrivò ad essere forte di 1.500 uomini. E non casuale che in questa giornata speciale, i militari del Picchetto d’Onore schierati davanti a noi appartengano al 33.mo Reggimento di artiglieria, il reparto degli abruzzesi che nel 1943 a Cefalonia ebbe il coraggio di opporsi ai nazisti e di sacrificarsi – combattendo – per l’onore del nostro Paese. A quei patrioti che si sono battuti per il riscatto e la rinascita dell’Italia va, deve andare sempre la nostra ammirazione, la nostra gratitudine, la nostra riconoscenza. La gran parte degli italiani di oggi, non ha provato cosa significa la privazione della libertà. Solo i più anziani hanno un ricordo diretto del totalitarismo, dell’occupazione straniera, della guerra per la liberazione della nostra Patria.
Per molti di noi è un ricordo legato alle nostre famiglie, ai nostri genitori, ai nostri nonni, molti dei quali furono protagonisti o anche vittime di quei giorni drammatici. Per me è il ricordo di anni di lontananza da mio padre, costretto ad espatriare per non essere arrestato, è il ricordo dei sacrifici di mia madre, che da sola dovette mantenere una famiglia numerosa in quegli anni difficili. E’ il ricordo del suo coraggio, di lei che come tanti altri da un paesino della provincia di Como doveva recarsi ogni giorno in treno a Milano per lavorare, e che un giorno, su uno di quei treni, rischiò la vita, ma riuscì a sottrarre a un soldato nazista una donna ebrea destinata ai campi di sterminio. Questi sono i ricordi, sono gli esempi con i quali siamo cresciuti. Quelli di una generazione di italiani che non esitò a scegliere la libertà. Anche a rischio della propria sicurezza, anche a rischio della propria vita. Il nostro Paese ha un debito inestinguibile verso quei tanti giovani che sacrificarono la vita, negli anni più belli, per riscattare l’onore della patria, per fedeltà a un giuramento, ma soprattutto per quel grande, splendido, indispensabile valore che è la libertà. Lo stesso debito di gratitudine lo abbiamo verso tutti quegli altri ragazzi, americani, inglesi, francesi, polacchi, dei tanti paesi alleati, che versarono il loro sangue nella campagna d’Italia. Senza di loro, il sacrificio dei nostri partigiani avrebbe rischiato di essere vano. E con rispetto dobbiamo ricordare oggi tutti i caduti, anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta. Questo non significa naturalmente neutralità o indifferenza. Noi siamo – tutti gli italiani liberi lo sono – dalla parte di chi ha combattuto per la nostra libertà, per la nostra dignità e per l’onore della nostra Patria.
In questi anni la storia della Resistenza è stata approfondita e discussa. E’ un bene che sia successo. La Resistenza è – con il Risorgimento – uno dei valori fondanti della nostra nazione, un ritorno alla tradizione di libertà. E la libertà è un diritto che viene prima delle leggi e dello Stato, perché è un diritto naturale che ci appartiene in quanto esseri umani. Una nazione libera tuttavia non ha bisogno di miti. Come per il Risorgimento, occorre ricordare anche le pagine oscure della guerra civile, anche quelle nelle quali chi combatteva dalla parte giusta ha commesso degli errori, si è assunto delle colpe. È un esercizio di verità, è un esercizio di onestà, un esercizio che rende ancora più gloriosa la storia di coloro che invece hanno combattuto dalla parte giusta con abnegazione e con coraggio. È la storia dei tanti che hanno combattuto nell’esercito del Sud, che da Cefalonia in poi hanno riscattato con il sangue l’onore della divisa. È la storia dei martiri come Salvo D’Acquisto che non esitò a sacrificare la sua vita in cambio di altre vite innocenti. È la storia dei nostri militari internati in Germania, che scelsero il campo di concentramento piuttosto che collaborare con i nazisti. È la storia dei tanti che nascosero concittadini ebrei ricercati, salvandoli dalla deportazione. È la storia soprattutto dei tanti, tantissimi eroi sconosciuti che con piccoli o grandi gesti di coraggio quotidiano collaborarono alla causa della libertà.
Anche la Chiesa, voglio ricordarlo, fece la sua parte con vero coraggio, per evitare che concetti odiosi, come la razza o la differenza di religione, diventassero per molti motivo di persecuzione e di morte. Allo stesso modo bisogna ricordare i giovani ebrei della Brigata ebraica, arrivati dai ghetti di tutta Europa, che imbracciarono le armi e lottarono per la libertà. In quel momento tanti italiani di fedi diverse, di diverse culture, di diverse estrazioni si unirono per seguire lo stesso grande sogno, quello della libertà. Vi erano fra loro persone e gruppi molto diversi. Vi era chi pensava soltanto alla libertà, chi sognava di instaurare un ordine sociale e politico diverso, chi si considerava legato da un giuramento di fedeltà alla monarchia.
Ma tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde, per combattere insieme. I comunisti e i cattolici, i socialisti e i liberali, gli azionisti e i monarchici, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la loro parte, una grande pagina della nostra storia. Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà. Fu nella stesura della Costituzione che la saggezza dei leader politici di allora, De Gasperi e Togliatti, Ruini e Terracini, Nenni, Pacciardi e Parri, riuscì ad incanalare verso un unico obiettivo le profonde divaricazioni di partenza. Benché frutto evidente di compromessi, la Costituzione repubblicana riuscì a conseguire due obiettivi nobili e fondamentali: garantire la libertà e creare le condizioni per uno sviluppo democratico del Paese. Non fu poco. Anzi, fu il miglior compromesso allora possibile. Fu però mancato l’obiettivo di creare una coscienza morale “comune” della nazione, un obiettivo forse prematuro per quei tempi, tanto che il valore prevalente fu per tutti l’antifascismo, ma non per tutti l’antitotalitarismo. Fu il portato della storia, un compromesso utile a scongiurare che la Guerra fredda che divideva verticalmente l’Italia non sfociasse in una guerra civile dagli esiti imprevedibili. Ma l’assunzione di responsabilità e il senso dello Stato che animarono tutti i leader politici di allora restano una grande lezione che sarebbe imperdonabile dimenticare. Oggi, 64 anni dopo il 25 aprile 1945 e a vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il nostro compito, il compito di tutti, è quello di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario.
Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti. L’anniversario della riconquista della libertà è dunque l’occasione per riflettere sul passato, ma anche per riflettere sul presente e sull’avvenire dell’Italia. Se da oggi riusciremo a farlo insieme, avremo reso un grande servizio non a una parte politica o all’altra, ma al popolo italiano e, soprattutto, ai nostri figli che hanno il diritto di vivere in una democrazia finalmente pacificata. Noi abbiamo sempre respinto la tesi che il nostro avversario fosse il nostro nemico. Ce lo imponeva e ce lo impone la nostra religione della libertà. Con lo stesso spirito sono convinto che siano maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà, e possa togliere a questa ricorrenza il carattere di contrapposizione che la cultura rivoluzionaria le ha dato e che ancora “divide” piuttosto che “unire”. Lo dico con grande serenità, senza alcuna intenzione polemica. Il 25 aprile fu all’origine di una nuova stagione di democrazia e in democrazia il voto del popolo merita l’assoluto rispetto da parte di tutti. Il popolo, dopo il 25 aprile, votò pacificamente per la Repubblica, e la monarchia accettò il giudizio popolare. Poco dopo, il 18 aprile 1948, la scelta popolare fu di nuovo decisiva per il nostro Paese: con la vittoria di De Gasperi, il popolo italiano si riconobbe nella tradizione cristiana e liberale della sua storia. E gli anni Cinquanta, sempre con il sostegno del voto popolare, modellarono un’Italia come realtà democratica, economica e sociale. L’Italia divenne parte dell’Europa e dell’Occidente, fu tra i promotori dell’unità atlantica e dell’unità europea, diventò da Paese reietto un Paese rispettato.
Oggi i nostri giovani hanno davanti a loro altre sfide: difendere la libertà conquistata dai loro padri e ampliarla sempre di più, consapevoli come sono che senza libertà non vi può essere né pace, né giustizia, né benessere. Alcune di queste sfide sono planetarie e ci vedono impegnati a fianco dei Paesi liberi: la lotta contro il terrorismo, la lotta contro l’integralismo fanatico e liberticida, la lotta contro il razzismo, perché la libertà, la dignità e la pace sono un diritto di ogni essere umano, “ovunque” nel mondo. Ecco perché voglio qui ricordare i soldati italiani impegnati nelle missioni di pace all’estero, e in particolare tutti quelli che sono caduti nell’espletare questa nobile missione. C’è una continuità ideale fra loro e tutti gli eroi, italiani e alleati, che sacrificarono la loro vita più di 60 anni fa per ridarci la libertà nella sicurezza e nella pace.
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Oggi quell’insegnamento dei nostri padri assume un valore particolare: questo 25 aprile cade all’indomani della grande tragedia che ha colpito questa terra d’Abruzzo. Ancora una volta, di fronte all’emergenza e alla tragedia, gli italiani hanno saputo unirsi, hanno saputo superare le divergenze, sono riusciti a dimostrare di essere un grande popolo coeso nella generosità, nella solidarietà e nel coraggio. Guardando ai tanti italiani che si sono impegnati qui nell’opera di soccorso e di ricostruzione mi sento orgoglioso, ancora una volta, ancora di più, di essere italiano e di guidare questo meraviglioso Paese. Oggi Onna è per noi il simbolo della nostra Italia. Il terremoto che l’ha distrutta ci ricorda i giorni in cui fu l’invasore a distruggerla. Riedificarla vorrà dire ripetere il gesto della sua rinascita dopo la violenza nazista. Ed è proprio nei confronti degli eroi di allora e di oggi che noi tutti abbiamo una grande responsabilità: quella di mettere da parte ogni polemica, di guardare all’interesse della nazione, di tutelare il grande patrimonio di libertà che abbiamo ereditato dai nostri padri. Abbiamo, tutti insieme, la responsabilità e il dovere di costruire per tutti un futuro di prosperità, di sicurezza, di pace, e di libertà. Viva l’Italia! Viva la Repubblica! Viva il 25 aprile, la festa di tutti gli italiani, che amano la libertà e vogliono restare liberi! Viva il 25 aprile la festa della riconquistata libertà!
25 aprile 2009

 

Fonte: http://pdlpotenzapicena.blogspot.com/2009/04/discorso-integrale-del-presidente-del.html

Buona Pasqua – CENTROVIVAI Garden Center

•10 apr 2009 • Lascia un commento

buonapasquacentrovivai

www.centrovivai.com

LUIGI MAURAMATI FOTOGRAFO – Sito Web

•2 apr 2009 • Lascia un commento

Nuovo sito fresco fresco di “upload”

http://www.fotomauramati.it

http://www.fotomauramati.it

Committente: Luigi Mauramati Fotografo, via Messapica, Ugento (Le)

Prodotto: Fotografie

Realizzato: Febbraio – Marzo 2009

Software: Illustrator, Photoshop, Fireworks e Flash

Il famoso e temibile Punteruolo Rosso nemico delle palme

•22 mar 2009 • Lascia un commento

Il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus Olivier, 1790) è un coleottero curculionide, originario dell’Asia miridionale, parassita di molte specie di palme.

Diffusione
Rhynchophorus ferrugineus è originario dell’Asia sudorientale e della Melanesia, dove è responsabile di seri danni alle coltivazioni di Cocos nucifera. A seguito del commercio di esemplari di palme infette la specie ha raggiunto negli anni ottanta gli Emirati Arabi e da qui si è diffusa in Medio Oriente (segnalata in Iran, Israele, Giordania e Territori palestinesi) ed in quasi tutti i paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo (a partire dall’Egitto dove è stata segnalata per la prima volta nel 1992); risalita sino alla Spagna (prima segnalazione nel 1994), ha successivamente raggiunto la Corsica e la Costa Azzurra francese (2006). La prima segnalazione in Italia è del 2004 e si deve ad un vivaista di Pistoia che aveva importato delle piante dall’Egitto; nel 2005 viene segnalato in Sicilia e quindi in veloce diffusione verso il Nord della penisola: arriva in Campania, portando a morte centinaia di palme secolari in parchi pubblici e nei giardini privati, in Lazio, torna in Toscana ed è infine anche in Liguria.
La causa della rapida diffusione è principalmente il commercio di esemplari di palma infestati dall’insetto e non riconosciuti tali.

Adulto
Lungo fra i 19 ed i 45 mm, presenta una livrea di colore rosso-brunastro, con macchioline nere nella parte superiore del torace. Possiede un lungo rostro ricurvo, che nel maschio è più accentuato e ricoperto da una fitta peluria brunastra, alla sua base sono inserite le antenne. La larghezza del corpo varia fra gli 11,5 e i 15,5 mm, le elitre presentano una fine striatura e sono di colore più scuro rispetto al pronoto. Lo scutello è lungo circa un quarto delle elitre, piuttosto ampio.

Uova
Sono sottili, oblunghe, di colore bianco crema, lunghe in media 2.62 x 1.12 mm, la femmina ne depone un numero variabile fra qualche decina e molte centinaia.

Larva
Le larve sono lunghe 35-50 mm, di colore biancastro con il capo marrone, l’apparato buccale masticatorio è ben sviluppato e fortemente chitinizzato mentre il corpo bianco, composto da 13 segmenti, non è dotato di zampe.

Pupa
La pupa misura in media 35 mm x 15 mm, ed è inizialmente di color bianco crema e quindi marrone negli stadi più avanzati.

Biologia
Gli adulti di Rhynchophorus ferrugineus sono attivi sia di giorno che di notte. Sono abili volatori, in grado di raggiungere nuovi ospiti nel raggio di 1 km.
La oviposizione avviene solitamente in corrispondenza delle porzioni più giovani e tenere della pianta o in ferite del tronco o del rachide fogliare. Una femmina può deporre sino a 200 uova per volta.
Dopo la schiusa le larve si dirigono verso l’interno della pianta, scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio e danneggiando soprattutto la zona del tronco immediatamente sottostante alla corona foliare. Il periodo larvale dura in media 55 giorni.
Le larve si impupano in genere alla base della pianta, formando dei bozzoli ovali di fibre di palma all’esterno del tronco. Dopo l’emergenza dalla pupa gli adulti rimangono all’interno di tali bozzoli per 4-17 giorni (media 8 giorni), raggiungendo la maturità sessuale.
Il ciclo vitale completo, dall’uovo allo sfarfallamento, dura in media 82 giorni. Gli adulti hanno una durata di vita di circa 2-3 mesi.
È stato stimato che, in assenza di fattori limitanti, una singola coppia di Rhynchophorus ferrugineus possa dare vita, nell’arco di 4 generazioni, a circa 53 milioni di esemplari.

Uso alimentare
Presso gli Iatmul, una popolazione indigena della Papua Nuova Guinea, le larve di Rhynchophorus ferrugineus costituiscono un importante elemento della dieta, arrivando a rendere conto di circa il 30% del fabbisogno proteico e costituendo la principale fonte di zinco e ferro.[1]

Ospiti
Rhynchophorus ferrugineus colpisce parecchie specie di Arecaceae tra cui le più diffuse palme ornamentali del Mediterraneo, Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera, ma anche specie di interesse economico quali la palma da cocco (Cocos nucifera) e la palma da olio (Elaeis guineensis). Altre specie su cui sono stati segnalati attacchi sono Areca catechu, Arenga pinnata, Borassus flabellifer, Calamus merillii, Caryota maxima, Caryota cumingii, Corypha gebanga, Corypha elata, Livistona decipiens, Metroxylon sagu, Oreodoxa regia, Phoenix sylvestris, Sabal umbraculifera, Trachycarpus fortunei, Washingtonia sp..
Occasionalmente può anche attaccare Agave americana e Saccharum officinarum.
Alcune specie, quali la Chamaerops humilis, che sembrano essere immuni all’infezione, si sono rivelate in grado di produrre una secrezione gommosa che sembra impedire l’attecchimento del parassita

Sintomi della infestazione
I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato “ad ombrello aperto”. Nei casi più gravi si arriva alla perdita completa delle foglie, per cedimento del rachide fogliare, per cui la pianta appare come “capitozzata”.
Nello stadio terminale della infestazione si produce un vero e proprio “collasso” della pianta: solo a questo punto le colonie di curculionidi abbandonano la pianta attaccata migrando su un nuovo esemplare.

Metodi di lotta
Il controllo del Rhynchophorus ferrugineus è problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori che favoriscono il fitofago. Gli adulti si muovono con facilità e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo i focolai d’infestazione.
I trattamenti chimici curativi richiedono l’impiego di insetticidi sistemici e una diagnosi precoce dell’infestazione; trattamenti curativi tardivi, oltre ad essere inutili per risolvere l’attacco nella pianta infestata, sono anche di scarsa efficacia. I trattamenti chimici preventivi possono avere una loro efficacia come barriera chimica, tuttavia presuppongono l’impiego di prodotti attivi per contatto, dotati anche di una certa tossicità, e la copertura di tutta la pianta con l’irrorazione. Il trattamento di esemplari di grandi dimensioni, che espone al rischio di fenomeni di deriva, e l’intervento in aree urbane pongono inoltre vincoli nella scelta del principio attivo subordinando l’efficacia alla tutela della salute pubblica.
L’impiego di antagonisti naturali è ancora in fase di studio e al momento non ci sono ancora prospettive di applicazione significative: gli Artropodi ausiliari si sono finora rivelati insufficienti a contenere la dinamica della popolazione. Migliori prospettive sono offerte dall’impiego degli entomopatogeni, in particolare Virus agenti della poliedrosi citoplasmatica e Nematodi. L’efficacia di questi ultimi, almeno in ambito sperimentale, sarebbe stata messa in evidenza da ricerche condotte in Spagna nell’impiego sia preventivo sia curativo: la liberazione di adulti su piante preventivamente trattate con Nematodi ha prodotto una mortalità del 100%; sembra inoltre che i Nematodi siano in grado di penetrare nelle gallerie e raggiungere le larve, permettendo perciò un intervento anche in sede curativa.
L’impiego delle trappole, largamente sperimentato in diverse regioni dell’Asia, del Medio Oriente e in Spagna, ha messo in evidenza l’utilità accessoria sia nel mass trapping sia nel monitoraggio della popolazione di adulti. Le indicazioni riportate in letteratura sul grado di efficacia sono discordanti, tuttavia mettono in evidenza una maggiore efficacia dell’uso di attrattivi combinati (feromone e attrattivi alimentari a base di zucchero) e l’importanza della disposizione delle trappole in relazione all’altezza. Sulla base dei risultati finora conseguiti è presumibile che la tecnologia debba essere ancora raffinata per migliorare ulteriormente le prospettive di successo.
Scarsi risultati hanno finora prodotto le ricerche in merito alla possibilità di sfruttamento della tecnica del maschio sterile.
Interessanti sono le prospettive di adozione di tecniche di lotta integrata, sulla base dei risultati di prove condotte in Medio Oriente. In generale la lotta integrata presuppone l’adozione di tecniche combinate che agiscono a vari livelli: monitoraggio della popolazione, ricorso al mass trapping, esame delle palme ai fini di una diagnosi precoce, misure di profilassi che consistono nell’eliminazione dei possibili siti di riproduzione, nella bonifica dei possibili focolai d’infestazione (es. giardini e palmizi abbandonati), mantenimento delle piante in buono stato fitosanitario, ricorso ai trattamenti chimici preventivi e curativi, ricorso a regolamenti che impongono misure fitosanitarie, educazione e divulgazione. L’adozione di tecniche combinate ha permesso di ottenere anche un successo nell’eradicazione (Israele), sia pure in un contesto locale e circoscritto. La letteratura cita anche la possibilità di sviluppo di metodi di diagnosi precoce più o meno singolari, come l’impiego dei cani o il rilevamento del tasso di traspirazione, che nelle palme infestate s’intensifica.
In ambienti di recente introduzione, come in Italia, è di fondamentale importanza la profilassi al fine di evitare l’espansione del fitofago, intervenendo precocemente sui focolai d’infestazione. In proposito, sulla base delle difficoltà oggettive di diagnosticare precocemente gli attacchi e d’intervenire con interventi curativi, si rivelano di particolare importanza le seguenti azioni:

- il monitoraggio da parte degli Osservatori fitosanitari;
- il mantenimento delle palme in buone condizioni nutrizionali e fitosanitarie, in quanto la suscettibilità agli attacchi da parte degli insetti xilofagi aumenta nelle piante in condizioni di stress o comunque indebolite;
l’adozione di tecniche di potatura e cure che riducano i possibili siti di penetrazione dell’insetto;
- la distruzione dei focolai d’infestazione, rappresentati da palme attaccate, adottando accorgimenti finalizzati ad impedire lo sfarfallamento degli adulti (rimozione delle palme, allestimento di barriere fisiche di contenimento, distruzione con la trinciatura e con la bruciatura in tempi brevissimi).

Fonte: www.wikipedia.org
Estratto da http://www.facebook.com/note.php?note_id=71146548139&id=1404221196&ref=mf

Trovata prima “cavia” :D

•20 mar 2009 • 4 commenti

Ecco il primo “ritratto” della mia prima cavia.
Aspetto suo commento sul blog!!!!

ritratto-ale-blog

Prova ritratto Lisa

•18 mar 2009 • Lascia un commento

senza-titolo-11

Questa è una prova, la facciona è la mia.
Noto di avere molti difetti, in particolare sta bocca enorme :|
Forse ho sbagliato la foto d’origine, nn so…

La ricezione della busta raccomandata non ne costituisce prova del contenuto

•2 mar 2009 • Lascia un commento

La sola ricezione della busta raccomandata da parte del destinatario non costituisce prova del contenuto di essa.

E’ questo il principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 10021 depositata il 12 maggio 2005.

Nel caso di specie, vertente la cessione di credito fra società, i giudici hanno ritenuto che la sola dimostrazione della consegna della lettera raccomandata non vale ad invertire l’onere della prova circa l’avvenuta comunicazione della cessione del credito.

Preso atto dell’orientamento rigoroso della Suprema Corte occorre chiederci se in futuro occorrerà richiedere la prova testimoniale per confermare il contenuto della raccomandata al momento della spedizione.

fonte: http://www.consiglionazionaleforense.it

Cassazione

Sezione terza civile

Sentenza 12 maggio 2005, n. 10021

Svolgimento del processo

La Spa S., dichiarando di essere cessionaria del credito di lire 9.457.435, originariamente vantato dalla Sas T. nei confronti della Spa G. Costruzioni, otteneva dal Presidente del tribunale di Catanzaro un decreto ingiuntivo di pari importo, oltre accessori, a carico del debitore ceduto. La società ingiunta proponeva opposizione deducendo di aver saldato il suo debito con pagamento alla T. e di non aver ricevuto la notifica della cessione. La società opposta produceva la ricevuta di ritorno di raccomandata da essa inviata alla Società G. costruzioni e l’attestazione dell’amministrazione postale di Bari, dalla quale risultava l’avvenuto ricevimento della raccomandata in data 2 luglio 1991. Il Tribunale, in accoglimento dell’opposizione, revocava il decreto opposto, osservando che la società opposta non aveva provato di aver validamente notificato la cessione, in quanto non aveva prodotto la copia della lettera di comunicazione e la distinta di spedizione. In accoglimento dell’impugnazione proposta dalla S., la Corte d’appello di Catanzaro,con sentenza 16 ottobre 2001, rigettava l’opposizione, avendo ritenuto provata l’avvenuta comunicazione della cessione. Avverso la sentenza di appello la G. Costruzioni propone ricorso per cassazione con due mezzi di gravame. La società intimata resiste con controricorso.

Motivi della decisione

La Corte d’appello di Catanzaro ha osservato che la S. ha prodotto sia la ricevuta di ritorno, sia l’attestazione dell’Amministrazione postale di Bari, dalla quale risulta che la raccomandata è stata consegnata alla G. Costruzioni in data 2 luglio 1991; che la suddetta società S. non poteva provare il contenuto di tale raccomandata, essendo questa in possesso della società destinataria, cui incombeva l’onere di dimostrare che la lettera recava comunicazione diversa da quella concernente la cessione del credito. Ha quindi dedotto dall’assenza di tale dimostrazione l’avvenuta comunicazione della cessione.

Il ricorrente, con il primo mezzo di gravame, lamenta la violazione degli articoli. 2697 Cc e 115 del codice di rito. Osserva che la sola dimostrazione della consegna della lettera raccomandata non vale ad invertire l’onere della prova circa l’avvenuta comunicazione della cessione del credito. Rileva ancora che la società S. non ha prodotto altri elementi a sostegno del suo assunto, quali la copia della lettera, né ha chiesto sul punto la prova per testi e l’interrogatorio.

Con la seconda doglianza, il ricorrente lamenta insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia che indica nella ritenuta prova della comunicazione ed afferma essere illogico l’assunto del giudice circa l’onere della prova della comunicazione. Le due censure, essendo strettamente connesse, devono essere esaminate congiuntamente e risultano fondate. L’articolo 2697 Cc stabilisce che chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

L’avvenuta comunicazione della cessione del credito è certamente un presupposto di fatto del diritto vantato dal cessionario e, come tale, deve essere da lui provato. Detta prova consiste nel dimostrare che la notizia della avvenuta cessione è pervenuta a conoscenza del debitore ceduto e, a tal fine, è sufficiente che la relativa comunicazione sia pervenuta nella sfera di conoscibilità del destinatario, secondo quanto disposto dall’articolo 1335 Cc, con razionale temperamento del principio della cognizione. Ma la lettera di cui, come nel caso in esame, sia contestato il contenuto, non vale a provare che la notizia in questione sia giunta nella sfera di conoscibilità del debitore ceduto, poiché in tal caso l’onere gravante sul cessionario non è compiutamente assolto.

La lettera, infatti, poteva avere qualsiasi contenuto, anche del tutto estraneo alla cessione, o poteva non averne alcuno, anche per semplice disguido di spedizione, pur sempre possibile. Del resto, l’assunto del giudice a quo, secondo cui la mancanza di prova, da parte del destinatario, circa il diverso contenuto della lettera, sta a dimostrare l’avvenuta comunicazione della cessione, appare essere viziato da evidente illogicità, ove si consideri doverosamente che la busta della raccomandata poteva essere priva di contenuto o, invece, avere un contenuto irrilevante e tale, quindi, da non richiedere di essere conservato.

Devesi pertanto affermare il principio secondo cui la sola ricezione della busta raccomandata da parte del destinatario non costituisce prova del contenuto di essa e a tale principio vorrà uniformarsi il giudice del rinvio.

La sentenza impugnata deve essere quindi cassata, con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Catanzaro, che provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte, accoglie il ricorso. Cassa e rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Catanzaro, anche per il regolamento delle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma il 4 aprile 2005.

Depositata in cancelleria il 12 maggio 2005.

fonte: Rodolfo Zaigor e http://www.avvocatiacquavivacassano.it/sentenze/cassazione_10021_2005.htm

Monty Python – Finale di Filosofia

•16 feb 2009 • 1 commento

SALVIAMO S.M. DI LEUCA DAL TEOMOSTRO!

•4 feb 2009 • Lascia un commento

A Santa Maria di Leuca un acceso scontro vede opposti il parroco Giuseppe Stendardo ai gruppi ambientalistici sul progetto di costruzione di un nuovo mega-santuario sul mare, da erigersi sull’ultimo lembo d’Italia, nel cuore del parco naturale e della zona archeologica, per motivi religiosi e turistici.

Il santuario dovrebbe sorgere proprio accanto alla vecchia basilica del Settecento, detta De finibus terrae. «La vecchia basilica con 250 posti è insufficiente per i pellegrini. Ogni anno ne arrivano un milione, ma non c’è posto. Sono costretto a dire 8 messe al giorno!», afferma il parroco Giuseppe Stendardo.

Il progetto, del costo di 7 milioni di euro, prevede l’edificazione il nuovo santuario da mille posti, grande la metà di un campo di calcio e alto 13 metri. Ma la zona ha vincoli urbanistici, paesaggistici, ed archeologici, per superare i quali il parroco si appella al concordato, che preveda deroghe per le chiese, e ha appena incassato il sì del Comune alla variante al piano regolatore e al progetto, dichiarato di «pubblica utilità», grazie al voto della maggioranza di centrodestra e all’astensione del PD.

Il sindaco Antonio Ferraro dichiara: «Abbiamo ragionato da laici. Il progetto non ha un impatto ambientale devastante e può rappresentare un’occasione per lo sviluppo del turismo religioso». Infatti, oltre alle «improrogabili esigenze di culto», il nuovo santuario dovrebbe assolvere anche un altro compito, quello di replicare a Santa Maria di Leuca il successo di San Giovanni Rotondo, il paese in provincia di Foggia meta dei pellegrinaggi sulla tomba di san Pio, di garantire «un sensibile aumento delle presenze di pellegrini e turisti anche nell’hinterland», come dice la relazione tecnica allegata al progetto, che prevede «Mille posti a sedere, ampio presbiterio con annesso palco per 40 sacerdoti concelebranti, penitenzieria con almeno 10 postazioni confessionali, aule per la catechesi e attività connesse, sala prove per il coro, prima cappella per l’Annunciazione e seconda cappella votiva», più, all’esterno del complesso, «parcheggio per pullman, luoghi di accoglienza e ristoro, percorsi panoramici, giardino terrazzato, sagrato allargato per ospitare un Festival internazionale di una settimana, attività commerciali per la vendita di prodotti tipici e oggetti religiosi».

Il progetto ha però incontrato l’opposizione delle associazioni ambientaliste e laiche, che hanno ribattezzato il santuario «il teomostro» e organizzato proteste il cui slogan è «In Salento più preghiere e meno cemento».

Alle reazioni del parroco, che parla di «pregiudizio anticattolico e anticlericale» e si scaglia contro «agnostici, razionalisti e atei ambientalisti» durante le omelie, Marcello Seclì di Italia Nostra, a capo della protesta, risponde che non si tratta di una «guerra di religione, ma qui sbancheranno tutto il promontorio, è assurdo».

E riguardo alla possibilità di incrementare il turismo religioso, gli oppositori ribattono che «in realtà il santuario si riempie solo due mesi d’estate. E poi a San Giovanni Rotondo hanno Padre Pio e i miracoli, mentre qui non abbiamo niente. Né reliquie né miracoli».

 

 

Fonte: 

http://it.wikinews.org/wiki/Santa_Maria_di_Leuca:_scontro_tra_ambientalisti_e_parroco_per_il_nuovo_megasantuario_sul_mare

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200902articoli/40597girata.asp

DUE SENTENZE TUTELANO CASALINGHE E AUTOMOBILISTI

•31 gen 2009 • Lascia un commento

Sui telelaser arriva un’importante decisione del Giudice di pace di Galatina. Lo stato di necessità esclude la responsabilità ex articolo 4, Legge 689/81: lo ha affermato con la sentenza 20 settembre 2008, enucleando importanti principi in materia di circolazione stradale e rilevazione delle infrazioni a mezzo di apparecchiature elettroniche (in particolare tramite telelaser).
A renderlo noto è il componente del dipartimento tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata, che sottolinea come “per il giudice salentino, infatti, il verbale impugnato, elevato per eccesso di velocità, va annullato essendo stata prodotta in atti idonea documentazione medica rilasciata dall’ospedale di Scorrano, in cui si legge che il giorno della contestazione di cui al verbale impugnato il ricorrente si recava presso il Pronto Soccorso in quanto affetto da un dolore toracico e da crisi ipertensiva”. 

“Per il GdP – spiega D’Agata – il verbale impugnato è da considerarsi comunque nullo in quanto sulla strada percorsa dal ricorrente non vi era alcuna segnalazione preventiva del sistema di rilevamento della velocità utilizzato dagli agenti accertatori. Secondo il Giudice, infatti, le caratteristiche e le specifiche capacità del telelaser richiedono che questo sia utilizzato solo in costanza di un idoneo segnale di avvertimento per gli utenti della strada”. Un ulteriore motivo di annullamento del verbale è da ritrovarsi nel fatto che “non vi è prova in atti che il telelaser utilizzato sia stato regolarmente tarato secondo le normative europee e nazionali di riferimento, trattandosi di apparecchiatura rientrante nella categoria delle strumentazioni a metrologia legale, dall’utilizzazione delle quali derivano concreti effetti giuridici”.

Sempre per il giudicante non e stato provato e dimostrato quindi, che tale strumentazione sia stata sottoposta a periodiche tarature e controlli presso centri opportunamente predisposti ( i cosiddetti centri Sit, i quali sono depositari delle grandezze metrologiche) e in linea con la normativa europea.
Pertanto, la totale assenza di un certificato di taratura rilasciato da un apposito centro rende “inidonea e assolutamente inattendibile la fondatezza del rilevamento effettuato con apparecchiatura utilizzata, che non può dipendere solo da un generico autocontrollo, contrario ad ogni principio di certezza del diritto”. D’Agata invita i corpi di Polizia stradale a verificare preventivamente che in caso di rilevazione a mezzo di ausili elettronici sussistano tutte le condizioni indicate dalla legge e dai decreti attuativi, nonché l’insussistenza di cause di esclusione della responsabilità.

Un’altra importante decisione poi arriva dalla Cassazione con sentenza n. 1343 del 2009: anche il diritto al lavoro delle casalinghe è meritevole di tutela e devono essere risarciti tutti i danni, compreso quello patrimoniale in caso di sinistro stradale. Una decisione importante, sempre secondo D’Agata, la, che restituisce dignità e riconosce l’importanza del lavoro di milioni di donne impegnate nelle faccende domestiche e nella cura della famiglia. 

Il caso, all’origine della questione, aveva visto protagonista una donna investita, con danni di natura permanente che le avevano ridotto la capacità di deambulazione e di attendere alle ordinarie faccende domestiche: la Corte ha così riconosciuto che la perdita della funzione deambulativa sia ragionevolmente da considerarsi, perdita anche di chances patrimoniali: i giudici di legittimità, accogliendo il ricorso, dopo che nei primi due gradi di giudizio la ricorrente si era vista respingere la domanda relativa al danno patrimoniale, hanno ribadito che “il danno non patrimoniale va risarcito non solo nei casi previsti dalla legge, ma anche nei casi di lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti, specie se il danno è inerente alla perdita rilevante della capacità lavorativa per la riduzione funzionale della deambulazione”. Nelle motivazioni si osserva che “il principio che consente di risarcire un danno futuro ed incerto deve essere individuato nel diritto delle vittime al risarcimento totale dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, conseguenti alla lesione dei diritti umani fondamentali, tra cui la salute e il diritto al lavoro, che compete anche alla casalinga”.

 

Fonte: http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=12675

I ♥ CATS

•30 gen 2009 • Lascia un commento

ddd

Stasera ho deciso di gironzolare con il tag “cat” e rimango sempre più affascinata da flickr (vabbè lo so, sto scoprendol’acqua calda….)..

1) questa è simpatica e fragoloska http://www.flickr.com/photos/lisascenic/186991994/

2) questa è MITICA  http://www.flickr.com/photos/parnas-io/208333788/

3) questa invece mi ricorda Occhi di Gatto (il cartone…) http://www.flickr.com/photos/ramperto/207138650/

Naturalmente i miei complimenti ai fotografi…buonanotte

 

PS: quello in alto che dorme è il mio MICIONEEEEMIAOOO…

GALLERY DEL SALENTO – foto bellissime…

•29 gen 2009 • Lascia un commento

Girovagando su flickr (soprattutto per capire di cosa si trattasse) emettendo come Tag (tanto per cambiare) “salento”, mi sono imbattuta in un set fotografico sul paesaggio salentino realizzato da un ragazzo veramente in gamba:

 http://www.flickr.com/photos/gojca/sets/72157604815346470/

Non ho mai visto delle foto più belle…

SITO OBIETTIVO LEGNO – www.obiettivolegno.it

•23 gen 2009 • Lascia un commento

ol1

www.obiettivolegno.it

Committente: OBIETTIVO LEGNO SRL, via Giannuzzi, UGENTO (LE)

Prodotto: Porte e Finestre

Realizzato: Febbraio-Marzo 2008, restyling

Software: Fireworks e Flash

SITO SCRIVI PERRI – www.scriviperri.it

•23 gen 2009 • Lascia un commento

 

gewww.scriviperri.it

Committente: Avv. Eugenia Perri, assessore Lavori Pubblici e Cultura, Comune di Strongoli (KR)

Prodotto: pubblicità per campagna elettrale 2008

Realizzato a Marzo 2008

Software: Fireworks

SITO LA GINESTRA RESIDENCE – www.laginestraugento.it

•23 gen 2009 • Lascia un commento

gin

www.laginestraugento.it

 

Committente: LA GINESTRA RESIDENCE, via Roma, UGENTO (LE)

Prodotto: 6 ampi ed eleganti appartamenti completamente ristrutturati, nel cuore del centro storico di Ugento (LE)

Realizzato: Maggio-Giugno 2008, grafica e logo

Software: Fireworks

SITO STUDIO LEGALE D’ORIA – www.studiolegalealessandrodoria.it

•23 gen 2009 • Lascia un commento

ad1

www.studiolegalealessandrodoria.it


Committente: Avv. Alessandro D’Oria, Galatone (LE)

Prodotto: pubblicità studio legale

Realizzato: Luglio 2008, restyling grafica sito e logo

Software: Illustrator, Photoshop, Fireworks

SITO CENTROVIVAI Garden Center – www.centrovivai.com

•23 gen 2009 • Lascia un commento

 

www.centrovivai.com 

 

Committente: CENTROVIVAI Garden Center, via Firenze 102, UGENTO (LE) 

Prodotto: Piante d’Appartamento e da Giardino – Piante Mediterranee e Tropicali - Bonsai d’Olivo – Materiali e Servizi per il Giardinaggio - Progettazione e Realizzazione di Aree Verdi - Studio del Paesaggio

Realizzato Agosto 2008, ultima versione con nuova grafica

Software: Illustrator, Photoshop, Fireworks, Flash

Ultimo Sito Creato: SALENTO E TURISMO :: IMMOBILIAR SERVICE

•23 gen 2009 • Lascia un commento

Layout

www.salentoeturismo.it

Appartamenti villette B&B per la tua estate nel Salento e non solo…

Agenzia ImmobiliarService di Eleonora Legio

 

Ultimo sito da me realizzato, solo html.

Cosa c’é di incostituzionale nel tassare i figli agli immigrati se non sono cittadini?

•19 gen 2009 • Lascia un commento

art. 38 Cost prevede assistenza sociale garantita a chi ha bisogno.
Per garantire questi mezzi finanziari necessari x assistenza sociale, tutti dobbiamo contribuire.

Trattandosi di assistenza garantita a cittadini (cittadino = nozione che ricollega un soggetto ad una comunità…xtanto, se io nasco in Italia, ho la cittadinanza italiana; se il mio vicino nasce in Francia, ha cittadinanza francese; se il mio vicino rispetta le condizioni previste dalla legge x diventare cittadino italiano, diventa tale potendo egli godere dei diritti riconosciuti dalla Ns Costituzione, ricordando che ogni qualvolta c’è un diritto…bhè..c’èanche un obbligo corrispondente.), tutti i cittadini (coloro che hanno cittadinanza italiana) dovranno partecipare x garantire quei mezzi finanziari di cui sopra.

Se questi figli, qsti soggetti non sono cittadini italiani…il provvedimento del legislatore risulterebbe chiaramente incostituzionale.

Ma bisogna aggiungere un altro tassello.

Oggi l’assistenza sociale da parte dello Stato è garantita nei confronti di soggetti che vivono in una comunità pure non essendo cittadini (qsto perchè sempre nel nostro ordinamento che si può criticare quanto volete, ma ha norme di civilità tali da considerare diritti come la salute fondamentali ed inviolabili; qsto significa riconoscerli e garantirli nei confronti dell’individuo in quanto tale, senza considerare la sua cittadinanza…non tutti gli stati lo garantiscono!): pertanto godono dei diritti che qsta comunità garantisce loro perchè esseri umani.

Bene…allora, se ad ogni diritto corrisponde un dovere…se ne desume che non vi sia nulla di incostituzionale: infatti, io cittadina italiana potrei invocare il principio di uguaglianza (art. 3 Cost) nella misura in cui verrei ad avere un trattamento da parte del mio Stato sfavorevole nei confronti di un soggetto non cittadino che gode di diritti ma non ha doveri (io invece ho doveri: come quello di pagare le tasse…xkè, nn prendiamoci in giro: le tasse, un buon sistema di gettito fiscale sono alla base x garantire diritti sociali).

Concludo che NON TROVO INCOSTITUZIONALE IL PROVVEDIMENTO.

 

http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Ag3nAMHwuWjlm3jcZS__qZvwDQx.;_ylv=3?qid=20090115133221AAVBupa&show=7#profile-info-e1iRVZHjaa

La Mia Ultima Creazione

•24 nov 2008 • Lascia un commento

Ecco cosa ho prodotto in questi giorni.
Con il gruppo su fb “SCARCIA IN THE WORLD” abbiamo un progettino molto carino da realizzare…
chi l’avrebbe mai detto!
prova_big

Realizzato con illustrator, photoshop e fireworks.
E’ una prima idea…

La Mi@ Test@

•24 nov 2008 • 2 commenti

…come sfogare la mia creatività?
Vorrei una scheda wifi in testa per essere sempre collegata…

La Pizzica di Destra

•23 nov 2008 • 2 commenti

Mitico Zalone, che risi!!! :D

Gianni a NYCity

•23 nov 2008 • 1 commento

MIA VITA PASSATA

•23 nov 2008 • Lascia un commento

1^ interpretazione:

Lavoro: Non so come possa farti sentire, ma nella tua vita precedente eri di sesso MASCHILE ed eri un ARTISTA, ILLUSIONISTA, INCANTATORE .. Zona: Vivevi in MADAGASCAR, Africa Periodo storico: a cavallo tra il 1800 e il 1900 Un breve profilo psicologico della tua vita precedente: Sempre alla ricerca della verità e della ragione, con una capacità di vedere avanti negli anni.

2^ interpretazione

Forse non lo ricorderai, ma tu sei stato DONNA nella tua precedente incarnazione. Sei nato nel territorio oggi conosciuto come Nuova Guinea all’incirca nel 1825. La tua professione: medico, chirurgo, erborista.

Ecco il tuo profilo psicologico nella vita precedente. La tua mente era quella di uno SCIENZIATO, sempre alla ricerca di nuove teorie e spiegazioni. La gente del tuo tempo spesso non ti capiva, ma rispettava la tua conoscenza .

Ecco la lezione che ti porti dietro dalla tua precedente incarnazione. Devi studiare, fare pratica ed usare la saggezza che troverai nelle scienze della psiche ed in antichi manoscritti. Con fede e impegno potrai concretizzare il tuo reale destino in questa vita.

Eccomi!

•23 nov 2008 • Lascia un commento

Essì…è il mio primo post spero tanto sia il primo di una lunga serie. 

Fino a qualche mese fa… nemmeno mi interessavano. Ma la vita a volte ci porta a dover sfogare quello che pensiamo perchè nel mondo “reale” non è possibile.

Ti vogliono bello impacchettato ed etichettato, uguale a tutti gli altri.

Io questo non lo sopporto ma devo impacchettarmi anch’io se voglio finire certe cosette!

Vediamo che uscirà fuori… :D